Giornata della Memoria - sede via Pollenza

Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca - Uff. Scolastico Regionale per il Lazio
Istituto d’istruzione Superiore di Stato
“J. von Neumann”
Sede centrale: Via Pollenza, 115 - 00156 ROMA – Tel. 06.41.03.639 Fax 06.41.12.999
Via del Tufo, 27 – 00158 ROMA – Tel. 06.45.02.241/2 Fax 06.45.00.604
Cod. Fisc. 97197030584 - Cod. Mecc. RMIS022001
E-mail istituz.: rmis022001@istruzione.it - P.E.C.: rmis022001@pec.istru
| Circolare n. 101/12 | Roma il 23-01-2012 |
Oggetto: Giornata della Memoria - sede via Pollenza
Venerdì 27 gennaio, in occasione della giornata della memoria, nell’Aula G.Marconi del nostro istituto è previsto l’incontro con il gli anziani del Centro di S. Basilio che racconteranno la loro esperienza di ragazzi travolti dalla guerra alle nuove generazioni. L’incontro avrà inizio alle ore 8,30 e terminerà alle 9,40 per le classi SECONDE e dalle ore 9,40 alle 10,50 per le classi PRIME.
Sabato 28 gennaio, sempre nell'Aula G.Marconi dalle ore 9,00 alle ore 10,50 verrà proiettato il film TRAIN DE VIE per le classi TERZE
Si allega presentazione.
La partecipazione alla Giornata della Memoria per l’anno 2012 è stata immaginata come un intervento di ampio significato e di senso non solo commemorativo, ma riflessivo e propositivo: attraverso la rievocazione di quanto accaduto, a partire dalla narrazione di esperienze vissute, riflettere su come mutamenti storici, politici ed economici abbiano influito e determinato mutamenti e trasformazioni nella dimensione delle relazioni umane e nella percezione del mondo, della vita, del futuro.
Filo conduttore è nell’attraversamento di quei territori aventi nome nei sentimenti forti che legano le persone e che, sempre e nello specifico di ogni cornice storico – sociale, fondano il senso, il sentimento di una comunità.
Le cifre distintive del vivere nel tempo della guerra (l’attesa, l’emigrazione, la paura, la morte, la crudeltà del potere, la fame e la borsanera, il rapporto figli – genitori) vengono narrate in un intreccio tra autorappresentazione, immagini filmiche, musiche e letture che descrivono la faticosa esistenza dell’umano in una così estrema condizione.
Attraverso una narrazione polifonica e polimorfa, la performance racconta lo snodarsi del percorso che “non si ferma” e che incontra nella dimensione della favola (attraverso cui possiamo consolarci della barbarie della civiltà, cfr. Alda Merini – “Lettere a un racconto”) una chiave di ri-lettura della realtà (attraverso la fantasia, il sogno, il desiderio) e nel medesimo tempo una risorsa di ri-scrittura per un racconto collettivo che assieme al dolore della guerra apra anche alla speranza come vero atto coraggioso.
Il Dirigente Scolastico
(Prof. Eugenio Leone)
